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DarkSweet
@DarkSweet20 lug

La sera in cui ho osato mostrare quasi tutto in un club libertino

Ho sempre amato la lingerie. Non solo per sedurre Adrien, anche se il suo sguardo per me conta tantissimo. Amo ciò che risveglia nel modo in cui mi tengo, cammino, mi guardo in uno specchio. Non nasconde necessariamente i miei complessi, ma a volte mi permette di dimenticarli. Fa emergere un'altra versione di me: più audace, più sensuale, quasi insolente. Eppure, la sera in cui ho deciso di indossare solo un body trasparente per andare in un club libertino, mi sono sentita molto meno sicura di me di quanto avessi immaginato. Era un body molto sgambato, quasi del tutto trasparente. Il mio seno si intravedeva senza poter davvero essere nascosto. Davanti allo specchio mi piaceva quello che vedevo, ma avevo anche la sensazione di essere nuda. C'era quell'immensa eccitazione, mescolata a una vulnerabilità quasi vertiginosa. Una parte di me avrebbe voluto rimettere un vestito sopra e non toglierlo più. Un'altra voleva varcare la porta del club così, assumendo fino in fondo quella donna che vedevo nel riflesso. Quando ho incrociato lo sguardo di Adrien, ho sentito il ventre stringersi. Era sconvolto, terribilmente eccitato, ma il suo sguardo non aveva nulla di brusco. Mi guardava come se fossi la donna più bella della serata ancora prima che fosse iniziata. Una volta dentro il club libertino, tutti i miei sensi sembravano amplificati. La musica vibrava più forte, le luci accarezzavano di più la mia pelle e ogni movimento d'aria sul mio corpo mi dava i brividi. Avevo le farfalle nello stomaco come a vent'anni, prima di un primo incontro, quando non sai ancora se oserai avvicinarti, baciare o semplicemente restare a pochi centimetri l'uno dall'altra. Avevo l'impressione di riscoprire l'attesa, la timidezza, l'impazienza e quell'ebbrezza quasi adolescenziale che la quotidianità finisce a volte per attenuare. Eppure ero lì con l'uomo che condivide la mia vita. Forse è proprio questo che rendeva la sensazione così forte: stavo vivendo qualcosa di nuovo senza perdere la sicurezza di ciò che avevamo costruito insieme. Gli sguardi si posavano su di me e io li sentivo. Non farò finta che mi dessero fastidio. Mi piace essere guardata. Mi piace percepire il desiderio negli occhi degli altri, sentire che un abito provoca esitazione o che un uomo distoglie lo sguardo prima di osare rimetterlo su di me. Ma quella sera non c'era nulla di insistente. Nessuno mi seguiva, nessuno si imponeva e nessun sorriso veniva interpretato come una promessa. In quel club scambista, mostravo molto più del mio corpo di quanto farei in una discoteca classica, ma mi sentivo stranamente meno esposta. Adrien non aveva bisogno di fare la guardia. Non è particolarmente geloso e sapeva che quegli sguardi mi piacevano. Per tutta la serata mi ha trattata come una principessa. Rimaneva attento senza essere possessivo, vicino senza rinchiudermi nella nostra coppia. Il suo desiderio mi dava fiducia. Il modo in cui mi guardava rendeva lo sguardo degli altri ancora più inquietante, perché sapevo che potevo apprezzarlo senza che questo creasse un debito o una tensione tra noi. Mi piaceva essere desiderata, ma restavo libera di non dare niente. Il mio body diceva che avevo voglia di essere sensuale. Non diceva con chi, né fino a dove, né per quanto tempo. Forse una delle cose che il libertinaggio mi ha insegnato più chiaramente è questa: essere guardata non significa essere disponibile. Essere quasi nuda non significa essere offerta. Poi Adrien ha preso un'iniziativa che non mi aspettavo del tutto, anche se conosceva questa fantasia da molto tempo. Ha invitato un uomo a raggiungerci in uno spazio più intimo. Appena ho capito la sua intenzione, ho sentito attraversarmi una nuova ondata. Il mio cuore batteva così forte che avevo l'impressione che tutto il mio corpo seguisse il suo ritmo. L'uomo era timido. Quella esitazione, lungi dal rompere il desiderio, rendeva ogni istante più intenso. Adrien lo rassicurava, gli indicava con dolcezza che poteva avvicinarsi o posare la mano, continuando però a cercare il mio sguardo. Nulla era precipitato. Ogni gesto sembrava durare più a lungo di quanto durasse davvero. Sentivo i brividi corrermi sulla pelle, il respiro farsi più corto e le farfalle tornare nello stomaco con una forza quasi dimenticata. Non avevo l'impressione che Adrien stesse dando il mio corpo a qualcuno. Avevo l'impressione che mi stesse aiutando ad aprire la porta di una fantasia che avevamo scelto di vivere insieme. Creava un contesto in cui l'altro uomo poteva mostrarsi dolce, in cui potevo abbandonarmi alle mie sensazioni senza mai perdere la capacità di rallentare o di fermare tutto. Quella sera, in quel club libertino, ho capito che la libertà non veniva dalla poca stoffa che indossavo. Veniva dalla certezza che ogni sguardo, ogni avvicinamento e ogni gesto sarebbero rimasti sospesi al mio desiderio. Indossavo quasi niente. Eppure non mi sono mai sentita così rispettata, così desiderata e così sovrana. Vicky, donna libertina e membro di una coppia scambista da tre anni. #clublibertino #libertinaggio #coppiascambista #lingeriesexy #desideriofemminile #libertino

Foto di @DarkSweet con luce interna calda, una persona indossa lingerie nera in pizzo con choker e orecchino pendente, volto pixelato, vicino a una parete chiara e a una tenda.
Foto di @DarkSweet: una persona in un top di lingerie nera in rete e pizzo con una corta gonna nera posa al chiuso davanti a tende beige, indossando un choker metallico con borchie, volto pixelato.

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