Falsi scambisti e veri pesanti: storia di un flop memorabile
Si esaltano spesso i bei incontri scambisti, e grazie al cielo ce ne sono molti. Ma oggi avevo voglia di parlarvi di quegli incontri a tu per tu che, sulla carta (o meglio dietro lo schermo), promettevano di essere perfetti... prima di trasformarsi in un fiasco totale.
Questa sera vi racconto una delle nostre peggiori avventure. Un gioiellino.
Per diverse settimane abbiamo chattato con una coppia molto simpatica. Stessa visione dello scambismo, stesse aspettative, stessa lunghezza d'onda. Insomma, il match perfetto.
Decidiamo di passare alla tappa successiva: un incontro in una sauna che frequentiamo tutti e quattro. Nessuna foto scambiata in anticipo per rispettare il loro desiderio di discrezione, cosa che capiamo perfettamente.
Sul posto, dopo due ore a rilassarci nella jacuzzi osservando il paesaggio, una coppia già presente al nostro arrivo si avvicina lentamente e mi sussurra in modo discreto:
— « Buongiorno Stella... »
Bingo! Sono loro. Raggiungiamo mio marito, i bicchieri si susseguono, si ride, la conversazione scorre... La sintonia c'è eccome. Ma per questa prima volta, buoni come il pane, ci fermiamo lì.
Il fine settimana seguente ci invitano a casa loro. Da parte nostra grande esitazione: non amiamo gli appuntamenti a domicilio. In club o in sauna, ognuno resta libero di muoversi. A casa altrui c'è sempre quella cortesia pesante che ti spinge ad assaggiare il piatto anche se è troppo salato... Ma tant'è! Infiliamo il nostro vestito migliore, portiamo una buona bottiglia, una torta, e via all'avventura.
All'arrivo, l'accoglienza è incantevole: giro di casa, piccolo aperitivo simpatico, conversazioni fluide. Va tutto bene.
E poi, il dramma.
Senza preavviso, il marito bisbiglia qualcosa all'orecchio della moglie, si alza come un automa e apre il divano letto. Bella atmosfera. Evidentemente, non serve tirare fuori il dessert: la golosità siamo noi.
La coppia comincia a baciarsi e a toccarsi. Un po' presi alla sprovvista, decidiamo di stare al gioco e di lasciarci andare a nostra volta. È allora che Monsieur trasforma all'improvviso il salotto in un set cinematografico e si improvvisa regista.
— « Bacia Stella », dice alla moglie.
Lei si avvicina, esitante, e mi bacia. Sento il suo imbarazzo a tre chilometri di distanza. È destabilizzante. Ma il direttore d'orchestra non ha alcuna intenzione di fermarsi qui:
— « Accarezzale il seno! Fingerala! »
Lì la cosa passa il segno. La sua presenza vocale nel mio momento da donna comincia seriamente a darmi sui nervi. Spengo i macchinari e chiedo direttamente alla principale interessata se si stia divertendo. Risultato? Mi confessa, tutta mortificata, che non sa nemmeno se le piacciono le donne e che non ha mai provato.
Detto, fatto, il marito riprende il microfono:
— « Ma sì, è solo troppo timida! Vuole fare un cunnilingus e farsi scopare da una donna! »
Di fronte allo smarrimento della povera donna, il mio istinto di sopravvivenza (e di empatia) prende il sopravvento. La guardo e le dico chiaramente:
— « Se non ne hai voglia o se non ti senti pronta, non forzarti assolutamente. Una cosa è certa: stasera, per me, non si andrà oltre. Un bacio se vuoi, ma niente di più. Vedo bene che non è per il tuo piacere, ma per alimentare i fantasmi del tuo ometto. »
Monsieur fa il broncio, ma per cercare di « salvare la faccia », la serata continua in modalità pilota automatico. Sua moglie si occupa di mio marito (che stava riprendendo un po' di colore) e il regista in capo si avvicina a me. Nel momento in cui decido di occuparmi di lui, il naturale torna a galla. Riprende il megafono:
— « Succhiami le palle! Più forte! Sputami sul cazzo! »
A questo punto preciso, mi viene una voglia matta di inventare il bavaglio per farlo tacere definitivamente. Ma vedo la sua mogliettina che finalmente si sta godendo un po' di buon tempo lontano dai suoi ordini, così mi trattengo per non rovinare il suo momento.
Però Monsieur si prenderà la mia specialità. Dato che è la caricatura vivente dell'uomo pesante che detesto, decido di rimetterlo al suo posto a modo mio. Più mi dà ordini, più stringo la presa sui suoi attributi ordinandogli con fermezza di chiudere la bocca. Una piccola vendetta per conto di sua moglie.
E qui, colpo di scena.
All'improvviso, la donna si alza in piena azione e lascia la stanza senza una parola.
Il marito ci guarda, con molta noncuranza:
— « Non vi preoccupate, è l'ora di dare il biberon al bambino. »
Pardon ?! 😳
Sgomento. Orrore. Scopriamo subito dopo che non c'è uno, ma due bambini chiusi nelle stanze accanto perché stessero « tranquilli ».
Senza indugio, il glamour è sparito al galoppo. Abbiamo afferrato i nostri vestiti alla velocità della luce e ce la siamo svignata.
Moralità della storia: lo scambismo è condivisione, rispetto e consenso. Non è certo una lezione su come dare ordini con i bambini nella stanza accanto.
Da quel fiasco clamoroso, la lezione è ben impressa: mai più una serata privata a domicilio! D'ora in poi restiamo fedeli ai club e alle saune, dove la libertà di spirito (e la libertà tout court) è garantita.






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